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Category Archives: giornalismi

La bufala.

Questo non è Michel Doumesche, e non è un pazzo.

Velocemente: su tutti i giornali, italiani e non, Michel Doumesche, ospite sessantenne di un ospedale psichiatrico di Pescara, è presentato come un genio matematico francese che avrebbe appena (29 luglio 2010) ritrovato la memoria.

Non è così. Per prima cosa non si trovano riferimenti a lui in nessun modo sui vari database di articoli scientifici, né sulla wikipedia (e anche su google gli unici link paiono essere quelli ai giornali che riportano la notizia). Inoltre lui si presenta, nell’unico video disponibile, come fisico e linguista, non matematico, se anche fosse…

Ma per i giornalisti è semplice:

matematico + pazzo = genio
pazzo + genio = matematico
matematico + genio = pazzo.

Semplice no? E allora giù di banali bugie su Perelman, citare “Beutiful Mind” e si diventa giornalisti provetti!

La spiegazione (aggiornamento: un email).

Provo ad articolare più lungamente il motivo che mi ha mosso a scrivere questo post. Per farlo copincollo una mail che ho mandato al direttore di Repubblica e alla redazione online. Ho pescato Repubblica perché ci sono affezionato. Ho scritto pur conscio che le possibilità di vedere una smentita sono minime(non sono mica un politico offeso, io). L’ho fatto perché, temo, con la sciatteria dimostrata ci van di mezzo tutti: essa è, divertente, sintomo di una pericolosa mentalità da basso impero.

Questo non è Doumesche, e non è un pazzo.

data: 31 luglio 2010 ore 19:15
a: v.zucconi@gmail.com, repubblicawww@repubblica.it, a.melone@repubblica.
oggetto: un genio e una bufala

Gentile Direttore,

Le scrivo per segnalarle un errore, e per abbozzare qualche riflessione.

Paolo Gallori ha preso fischi per fiaschi: nel suo articolo del 29 luglio definisce Michel Doumesche, paziente sessantenne del reparto psichiatrico di Pescara, un “genio francese della matematica”. Gallori è in buona compagnia: lo seguono, o l’anticipano, una pletora sconfinata d’altri giornalisti, in Italia e non. Molti citano “A beautiful mind”, qualcuno si spinge a parlare di quel pazzo che ha rifiutato un milione di dollari di Grigory Perelman.

Perelman è un genio, ma non è pazzo. Il problema è che Doumesche non è nemmeno un genio della matematica: una ricerca sui database on-line delle riviste scientifiche non produce alcun risultato; cercando su google i link sono tutti a blog o giornali che riportano la notizia del rinvenimento del “matematico smemorato”. Delle due l’una: o il suo nome è un altro (e in base a cosa lo si definisce genio?) o non è un matematico (di sicuro non un genio).

A guidare i giornalisti penso sia stata la convinzione che quando compaiono due qualsiasi fra i fattori “matematico”, “genio” e “pazzo”, allora debba sussistere anche il terzo. Nel caso in questione, dato che Doumesche “esegue complicati calcoli” (sic!), “matematico più pazzo uguale genio”. Ma il ragionamento, temo, si possa estendere anche agli altri scienziati: una pigrizia mentale che rasenta la sciatteria, se non la superstizione.

I matematici di professione, così come gli altri scienziati, non sono tutti geni, e i geni non sono tutti pazzi. I matematici fanno un lavoro difficile ed impegnativo, stancante ma appassionante. I ricercatori sono sempre più vessati (vedi alla voce Gelmini) e malpagati, costretti spesso a duri sacrifici. Altro che allegri folli smemorati.

Ritengo sia pericoloso, in questi giorni così duri per la ricerca, così tremendamente duri per i ricercatori, contribuire in qualsiasi modo allo stereotipo dei “matematici pazzi”.

Cordiali saluti

P.S. Perelman non è un pazzo: ha rifiutato un sacco di soldi perché in aspra polemica con una parte della comunità matematica sulla proprietà intellettuale delle scoperte matematiche e sul ruolo egemone di riviste e comitati di peer review. Le scoperte che gli hanno valso la medaglia Fields sono state da lui pubblicate su Arxiv, una “rivista” open, e anche questo ha causato non pochi problemi sull’attribuzione del premio. Le sue idee forse non sono condivisibili, che ognuno le giudichi, ma non basta rifiutare premi monetari per essere un pazzo!

La cronaca.

Sia lodata GoogleNews: con un pizzico di attenzione si possono raccogliere molti succulenti frutti in quell’orto!

lavagna

Questa lavagna di formule non ha alcun senso.

Com’è diventato un genio della matematica il nostro Doumesche? Per mano di Virgilio e di Gallori, e con un giorno di gestazione.

La notizia del ritrovamento del sessantenne è stata data in primis dall’agenzia ANSA, il 28 luglio alle 14.58. Ma non parla di genio, bensì afferma che Doumesche “appare persona colta, conosce quattro lingue e scrive formule matematiche”. Due minuti più tardi, alle 15, leggimi.it riprende affermando che il paziente “si esprime con formule matematiche”: chissà che fatica per chiedere un succo di frutta. Per tutta la giornata del 28 luglio nessun genio: non lo definiscono così IlPescara, IlTempo, TeleRadioErre;  al massimo è “intelligente” per oria.info.

Il giorno dopo, 29 luglio, la stampa si divide: per RomaToday e L’Unico (a mezzogiorno) non è un genio, anche se sa “elaborare complesse formule matematiche” (complesse?); per Virgilio e per Paolo Gallori su Repubblica Doumesche è un genio francese della matematica (“Mente Dotatissima” ma “Memoria Debole” scherza Gallori sul nome).

Il seme è gettato, la pianta crescerà. Il 29 la Buccilli, su IlCentro, s’ostina a non riconoscergli i meriti, ma già Blitzquotidiano e TgCom (alle 16:31) s’accodano agli scopritori e lo definiscono “matematico francese” (ancora restii sul genio).

Alle 17:32 del 29 luglio ANSA china il capo e chiede venia: Doumesche è un matematico, né più né meno. Da qui cominciano gli allori. News che blog: “genio francese della matematica”! Corrispondenti.net: “genio francese della matematica”! Corriere della sera: “Michel Doumesche è un genio smemorato di 61 anni, parla quattro lingue e si esprime attraverso complesse formule matematiche.” e che fatica capirlo! E via e via e via…

Pecoroni.

Un biasimo, invece, va fatto a Laura Venuti, de IlCentro. La giornalista si ostina a non riconoscere i meriti del genio (ah! duro il destino dei geni incompresi.) e fa di più, va ad intervistare il personale del centro psichiatrico in cui è ospitato Michel Doumesche. E le sue domande ci permettono di scoprire cose interessanti.

Afferma il medico che lo ha seguito: “a lui [Doumesche] capita spesso di identificarsi con studiosi di alto livello. Fisici, chimici.” Che come tutti sanno, sono poi in fondo stringi stringi matematici. Ma soprattutto, riporta la Venuti:

«Abbiamo visto subito che è una persona particolarmente distinta, di cultura» dice il responsabile di psichiatria, Sabatino Trotta. «Spesso fa il baciamano alle colleghe. E deve aver letto moltissimo: sui muri del reparto scrive formule che sembrano matematiche e citazioni celebri di autori classici, che usa anche quando parla. Non ha perso la memoria nè la lucidità. Solo l’identità. E forse per scelta»

copyright IlCentro.gelocal.it

Formule che sembrano matematiche! E già, perché non basta scrivere quattro simboli per fare matematica? Citazioni di classici: e allora perché non potrebbe essere un genio della letteratura?

Le parole sono importanti. E non è nemmeno il caso di scomodare Nanni Moretti.

Le parole sono importanti perché implicano una visione del mondo.

A me, da sempre, urta il teorema. Mi rende nervoso.

Teorema, secondo gran parte dei giornalisti italiani, significa “ipotesi non verificata”, spesso fantasiosa, oltremodo complessa, ritorta.

Ma per me, per la matematica, e anche per il Treccani, non è questo. Il teorema è sostenuto da ipotesi valide, conformi al corpo di conoscenze in cui l’affermazione trova spazio. Il contrario, insomma, del modo in cui lo usano i giornalisti di Libero, sulla prima pagina di oggi 16 maggio, riguardo il “teorema dei magistrati” contro Silvio B.

Probabilmente per i giornalisti di Libero, ma non solo, la matematica, la scienza, è questo: arzigogolate tesi, non molto comprensibili, di cui non ci si può fidare, e di cui è dubbia l’utilità e la buona fede.

(Grazie a FM per l’attenta correzione!)